Riunione sul ricorso per i 5 e 15 anni

Vi ricordiamo che il giorno 28 febbraio prossimo alle ore 12 nell’aula al II° piano dell’edificio 10 – Dipartimento cardio-toracico – è convocata la riunione sul tema, cui parteciperà l’Avv. Montini che illustrerà i termini del ricorso, acquisirà il mandato con le firme e la quota economica di partecipazione.

LA NOVITA’ E’ CHE ESSA E’ APERTA ANCHE AI COLLEGHI ISCRITTI AD ALTRI SINDACATI.

Ovviamente la partecipazione economica della segreteria regionale ANAAO-SNABI alle spese legali rimane riservata agli iscritti.

Informo anche che questa è l’unica riunione prevista per cui si richiede la presenza di tutti gli interessati.

Certificazioni di malattia

Oggi abbiamo ricevuto l’e-mail che riporto in calce. In allegato le nostre risposte (1-2).

Commento: è  un esempio tipico dell’applicazione pratica dell’art. 24 del nostro atto aziendale, che recita:

Principi di Organizzazione

L’Azienda è fondata sul lavoro di tutti i suoi professionisti ed operatori:

-  quelli che ogni giorno lavorano a stretto contatto con i pazienti ed i loro familiari, nella cosiddetta “zona di valore”, dove si realizzano le attività diagnostiche, di cura e di

assistenza, creando il valore che costituisce la ragione d’essere dell’Azienda

- e quelli che, più lontano dai pazienti, supportano e facilitano, con il loro lavoro, le attività dei primi nella zona di “creazione del valore”.

Queste sono le parole.

I fatti sono che a distanza di un anno, non solo non rispondono alle lettere, non solo non predispongono gli adeguamenti tecnici ed organizzativi necessari” annunciati come imminenti ma ci richiamano anche. Qualcuno di voi ha mai visto la “scheda di accesso in ospedale” che i medici di famiglia dovrebbero compilare ed inviare assieme al paziente che si ricovera?

Abbiamo chiesto più volte un intervento in tal senso da parte della direzione sanitaria (anche nello scorso consiglio dei sanitari) ma come al solito solenni promesse e fatti zero.

Sia ben chiaro che non è nostra intenzione venir meno a precise norme di legge, gradiremmo solo che le regole non venissero “applicate” solo per qualcuno ed “interpretate” per altri.

[Gerardo Anastasio]

 

A motivo di lamentele che giungono frequentemente all’attenzione della sottoscritta da parte dei MMG, si ritiene opportuno ribadire quanto già segnalato con analoga nota nel febbraio scorso.

Cordiali saluti

Dr.ssa Gabriella Giuliano

Responsabile, per la Direzione Sanitaria,

della procedura di trasmissione delle certificazioni di malattia on-line

 

 

Oggetto: Certificazione di malattia on-line

 

E’ noto che il Decreto Brunetta pone l’obbligo di certificazione di malattia on-line.

E’ noto altresì che lo stesso decreto comporta l’onere di tale certificazione non più solo per gli MMG, ma anche per qualsiasi Dirigente Medico Specialista che, nello svolgimento delle proprie funzioni assistenziali ivi comprese quelle in libera professione, si trovasse a “suggerire” un periodo di riposo per motivi si salute.

Pertanto, detto obbligo ricade anche su tutti i Dirigenti Medici Specialisti dell’AOUP, siano essi ospedalieri od universitari.

A partire dall’1 febbraio us., la mancata redazione del certificato di malattia da parte di un professionista espone il medesimo alla possibilità di sanzioni.

E’ noto peraltro che l’attuazione del Decreto non sia scevra di criticità importanti, ivi compresa la necessità di revisione del Decreto stesso, nelle sue attuali modalità operative.

Tuttavia, poiché indipendentemente dalla revisione del decreto, ciò che rimane stabilito, di fatto, è che gli Specialisti Ospedalieri, dal 1° febbraio us., sono comunque tenuti alla certificazione di malattia si ritiene opportuno informare le SSLL di quanto segue:

  1. Nelle more dell’adeguamento tecnico, organizzativo e formativo in atto presso questa Azienda, tutti li Specialisti dell’AOUP, al fine di evitare conseguenti sanzioni, debbono consegnare ai pazienti che ne abbiano necessità, il certificato di malattia in cartaceo (es. alla Dimissione, dopo Visita Specialistica Ambulatoriale, dopo Visita di PS ecc.) non inviando il medesimo all’MMG.  Stante, infatti, le difficoltà tecniche incontrate nell’avvio della nuova modalità di trasmissione delle certificazioni è ammessa, in via transitoria, la certificazione cartacea.

-          Al fine di predisporre anche in AOUP gli adeguamenti tecnici ed organizzativi necessari, è però indispensabile che tutti i Dirigenti Medici dell’AOUP attivino, presso i Punti URP già operanti in AOUP, la propria Carta Sanitaria, recentemente inviata ai residenti della Regione Toscana. La stessa carta, infatti, rappresenta lo strumento indispensabile al Dirigente Medico per avviare prossimamente, dopo l’adeguamento tecnico e formativo che sarà curato in Azienda dall’UO.SIS, d’intesa con la Direzione Sanitaria, la procedura on-line di trasmissione.

  1. D’intesa con l’UO.SIS e l’UO.URP, saranno organizzate a breve riunioni specifiche sulla tematica cui saranno invitati ad intervenire tutti i Direttori delle UUOO. .interessate. Le SSLL saranno tempestivamente informate in proposito.

Disponibili ad ulteriori chiarimenti, si porgono distinti saluti

Dott.ssa Gabriella Giuliano

Responsabile, per la Direzione Sanitaria,

della procedura di trasmissione delle certificazioni di malattia on-line

La corte dei conti e le delibere dell’azienda

In una predente comunicazione vi parlavo della Corte dei conti: in allegato (se vi interessa) potrete leggere le relazione di quest’anno a livello nazionale e quella della sezione Toscana relativa al 2007/2008 (non ne ho trovato di più recenti).

Se avete voglia di perderci un po’ di tempo leggete la prima da pagina 142 in poi e la seconda in maniera più approfondita: colpiscono – a leggerli oggi – i dati sul deficit delle varie aziende (tratti dai bilanci comunicati dalle aziende stesse), soprattutto Massa.

Il presidente Rossi rivendica oggi sui giornali il merito di essersi accorto dell’ammanco (presumibilmente in risposta ad un articolo comparso in prima pagina su “il fatto quotidiano” dei giorni scorsi) che risalirebbe già a circa 10 anni fa: non siamo esperti, ma la cosa della relazione che ci colpisce di più da profani è come sia possibile che le aziende ASL Toscane varino il proprio deficit da un anno all’altro di decine di milioni di euro a fronte (e lo diciamo da medici) di prestazioni assistenziali delle singole aziende che non variano nella stessa percentuale. Misteri………

Nel nostro piccolo, continuiamo con un’altra puntata della saga nefrologica:  In allegato trovate la delibera con cui  – al pensionamento del Direttore dell’U.O. universitaria – si nomina, correttamente, il facente funzioni. Si cita il CCNL affermando tra l’altro  la “sostituzione che può durare sei mesi prorogabili fino a 12”. Dato che il facente funzioni dell’U.O. ospedaliera è tale da oltre tre anni, viene il sospetto che non leggano nemmeno le delibere che firmano, sospetto confermato dal fatto che qualcuno di quelli che firmano non si accorge nemmeno che gli hanno sbagliato il cognome (e non è la prima volta…..vedi dopo).

Quello che poi ci fa sorridere di più è la puerilità di alcune pretese – non a caso già sperimentate con le UU.OO. di pediatria –  ovviamente avallate pedissequamente dall’azienda:

Può esistere una U.O. ospedaliera con il numero 1 ed una U.O. universitaria che porta lo stesso nome con il numero 2? No di certo: l’università viene prima dell’ospedale (già che ci siamo cambiamo anche il nome dell’azienda e facciamo un altro statuto), per cui perdiamo altro tempo per cambiare i nomi delle strutture.

Se pensate che questo non sia un problema e non  comporti alcun lavoro aggiuntivo, andate a parlare con gli impiegati degli uffici amministrativi o provate – molto più banalmente – a chiedere un vostro stato di servizio………

Adesso occupiamoci di cose più serie: in allegato troverete una lettera con le richieste dell’ANAAO per la trattativa in corso (ammesso che vada avanti: presupposto irrinunciabile è che la smettano di prenderci in giro) su alcune tematiche importanti concernenti l’organizzazione del lavoro.

Per farvi rendere conto di cosa si tratta, lo sapete che noi medici siamo pagati circa 20 euro per un turno di reperibilità di 12 ore, dovremmo farne a testa non più di 10 al mese e invece in molti reparti chirurgici se ne fanno anche 15 o 20?

Dagli atti aziendali risulta che alcuni infermieri (che non dovrebbero farne più di 6) per superare il limite contrattuale vengono pagati – per lo stesso turno di 12 ore – 90 euro e quindi chi ipoteticamente ne fa 10 in più riscuote 900 euro in un mese.

La risposta è ovvia: loro lavorano e noi ci divertiamo (tranne i ginecologi, che lavorano dove gli altri invece si divertono).

Ma anche questo non è del tutto vero: lo sapete che ci sono dei colleghi che fanno 46 ore in più in aggiuntivo in un mese (oltre a tutti gli altri servizi: vuol dire superare il limite dell’orario massimo di lavoro consentito dalla legge che tutela la salute dei lavoratori)  e riscuotono per questo quasi 2300 euro?

Per non parlare di dirigenti medici pagati in base ad accordi fatti con i sindacati del comparto (e non si sa da quale fondo vengono presi i soldi) e di prestazioni aggiuntive “autofinanziate”; raggiungiamo qui vette incomparabili: sembrerebbe che le persone mettessero loro i soldi che poi ricevono per compenso…….

Per chi volesse saperne di più consiglio di richiedere la delibera n.1158 del 21 novembre 2011: forse però si tratta di un falso, dato il cognome di uno dei firmatari……

[Gerardo Anastasio]

Garanzie per l’intramoenia negli ospedali

“Che una modalità per definizione transitoria conosca un termine, come è nell’ordine naturale delle cose nei Paesi civili, non è una notizia.

Il punto – è il commento del Segretario Nazionale Anaao Assomed, Costantino Troise, all’annuncio dato oggi dal Ministro della salute, Renato Balduzzi che non ci saranno più proroghe all’intramoenia allargata – è verificare se il Ministro è in grado di garantire che in tutte le Regioni d’Italia siano venute meno le esigenze che ne hanno permesso la sopravvivenza per più di 10 anni. Vale a dire la disponibilità, all’interno degli ospedali, di spazi ed orari dignitosi per cittadini e medici, tecnologia necessaria, adeguata organizzazione di supporto. In poche parole se le aziende sanitarie hanno la volontà di gestire l’attività libero professionale intramoenia dei medici, i cui vantaggi anche di finanziamento del sistema sanitario sono evidenti, come propria attività ordinaria superando l’idea di un “favore” fatto loro.

L’Anaao Assomed vigilerà per garantire il rispetto di leggi e contratti insieme con il diritto dei cittadini alla libera scelta del medico convinta che occorre contemperare principi ordinamentali, generalizzati e prevalenti, con modalità organizzative i cui tempi e forme siano coerenti con le caratteristiche delle singole Regioni”.

Fare presto e sul serio

“Se qualcuno ha a cuore le sorti del servizio sanitario pubblico la smetta di parlare da solo e cominci a parlare con i medici”. E’ questo il monito che il Segretario Nazionale Anaao Assomed Costantino Troise rivolge a Governo e Regioni.

Infatti, in una situazione in cui il taglio di posti letto (45.000 negli ultimi anni con una riduzione di altri 30.000 promessa dal nuovo Patto della salute) e di personale ha portato il sistema di emergenza urgenza vicino ad un collasso che ricorda il periodo bellico, non emerge la volontà di Governo e Regioni di adottare misure immediate, quali deroghe per garantire il turnover e ridurre il precariato che rappresenta fino al 50% del personale, o di prospettiva, come potenziare l’assistenza domiciliare e le strutture per le lungo-degenze, così da facilitare le dimissioni dei pazienti non acuti, implementare l’azione di filtro dei medici di famiglia per rendere più appropriato l’accesso al pronto soccorso, calibrare la riduzione di posti letto alla domanda di ricoveri nei singoli ospedali.

 

In un contesto del genere il Ministro della Salute ha gridato il suo “basta” dalla prima pagina del Corriere della Sera, non alle barelle nei ripostigli o all’ammasso di ammalati in spazi angusti in violazione di privacy ed umanità, ma alla libera professione “allargata” dei medici ospedalieri, diventata l’art.18 della sanità italiana, decretandone la fine al 30 giugno prossimo, come da decisione del Parlamento.

Finalmente una buona notizia per chi staziona nei pronto soccorso italiani!

Ribadisco la necessità di coinvolgere i medici nelle scelte di politica sanitaria – conclude Troise – altrimenti si perde tempo, mentre il diritto delle persone si arresta sulla soglia di un ospedale ed altre penalizzazioni si preparano per chi, giorno e notte, si adopera in condizioni sempre più difficili a tutelare il bene più prezioso dei cittadini.

Ma anche i medici potrebbero dire “basta”.

La Corte dei Conti e il Pronto Soccorso

I giornali di oggi, oltre alla notizia delle dimissioni (solo dall’università?) di un notissimo professore rinviato a giudizio per una serie di reati, riportano con grande evidenza altre 2 notizie:

- I commenti sulla relazione del presidente della Corte dei Conti

- Le inchieste sui Pronti soccorsi romani.

Per dirla con Di Pietro (altra coincidenza: oggi  ricorrono i 20 anni dall’inizio di “mani pulite”): che c’azzecca la corte dei conti col pronto soccorso?

Apparentemente niente , se non per il fatto che se i soldi pubblici vengono spesi per una cosa, per qualche altra mancano. Se poi vengono “sprecati” in consulenze non necessarie (affermazione della corte e non mia) la cosa è ancora più grave.

Forse non tutti sanno che….. la legge prevede che prima di affidare consulenze (o incarichi retribuiti a qualsiasi titolo), le aziende pubbliche devono verificare se nel loro organico sono già presenti professionalità che possono svolgere il compito ritenuto necessario e solo in caso che non vi siano sono autorizzate a richiedere consulenze esterne.

Ovviamente – qualora tale verifica non venga fatta – si tratta di un atto arbitrario suscettibile di essere sanzionato dalla Corte de conti come “danno erariale”.

Chissà perché – mentre riflettevo su queste cose – mi è capitata sotto mano la delibera che vi allego  (forse potrebbe spiegarlo Freud…).

Nella precedente e-mail vi avevo promesso un’ulteriore puntata della serie: “sonolaziendahoautonomiagestionaleefaccioquellochemiparesenzarenderecontoanessuno”

Continuiamo quindi con la “saga nefrologica”.

Riassunto delle puntate precedenti: Pisa, culla della nefrologia mondiale:  a seguito del pensionamento dei direttori, le due unità operative complesse ospedaliere di questa disciplina vengono accorpate ed affidate ad un facente funzioni per quasi 4 anni. Nel frattempo assistiamo alle gesta (lautamente retribuite) di alcuni pensionati che assumono la qualifica di “tutori” e “traghettatori” (evidentemente spesso sono ricoverati pazienti in fase poliurica). Conclusa questa fase eroica, si apre quella esterofila, con acquisizione di un “campione straniero” cui vengono promessi mari e monti : il luminare dopo qualche mese (ed un misero contratto libero professionale quasi fosse un precario) vede le sue aspettative deluse, saluta tutti e se ne va mettendo nero su bianco tutto quello che è andato storto.

Veniamo ai giorni nostri: errare è umano ma perseverare è diabolico. Il buon senso avrebbe suggerito (in tempi di vacche magre) di abbandonare le velleità, seguire la legge (facendo il concorso per direttore) e cercare una soluzione interna per le altre necessità. Si sarebbero risparmiati soldi e chiarite le cose.  Invece no: ancora un incarico esterno affidato con la delibera allegata.

Vi consiglio di leggerla e capirete cosa c’entra la Corte dei Conti ed il pronto soccorso.

A tale proposito, visto che sono chiamati in causa, qualcuno dovrebbe avere il coraggio civile  di spiegare il tutto ai colleghi del nostro pronto soccorso  (in grave carenza di organico) .

Intanto spiegazioni le chiediamo noi.

[Gerardo Anastasio]

Convocazione riunione per il ricorso sull’esclusività, e news locali

Vi informo che il giorno 28 febbraio prossimo alle ore 12 nell’aula al II° piano dell’edificio 10 – Dipartimento cardio-toracico – è convocata la riunione in oggetto , cui parteciperà l’Avv. Montini che illustrerà i termini del ricorso, acquisirà il mandato con le firme e la quota economica di partecipazione.

Ricordo che l’iniziativa è riservata agli iscritti ANAAO- Assomed e SNABI in regola con il pagamento delle quote: prego i colleghi dello SNABI (di cui non possiedo tutte le e-mail) di diffondere questa comunicazione agli eventuali interessati.

Informo anche che questa è l’unica riunione prevista per cui si richiede la presenza di tutti gli interessati con i documenti richiesti dall’avvocato ed elencati nella predente comunicazione.

News locali

1) In una precedente comunicazione vi avevo informato di una riunione in cui l’azienda si era impegnata a cambiare atteggiamento nei confronti dei sindacati.

Il segnale che noi avevamo chiesto  era di rispondere a breve a numerose e importanti questioni sollevate da tempo dall’ANAAO.

Solenni promesse smentite puntualmente dai fatti (leggetevi la lettera che abbiamo inviato a tal proposito).

Dalle mie parti di origine si usa dire che “Chi nasce tondo non muore quadrato”.

Non vale la pena perdere ulteriore tempo con chi ci offende prendendoci continuamente per i fondelli e ci comporteremo di conseguenza.

2) Come previsto, continuano gli effetti negativi del nuovo atto aziendale. L’aver ceduto – da parte della direzione aziendale – ampi poteri ai direttori di dipartimento (alcuni dei quali evidentemente non sufficientemente a conoscenza delle norme) sta favorendo più di quello che già in passato era accaduto, la creazione di tanti piccoli “principati” ognuno dei quali segue le proprie regole (ad esempio per quanto riguarda la continuità assistenziale) e privilegia il rapporto personale alle relazioni istituzionali.

In allegato troverete un provvedimento di un direttore di DAI e la risposta dell’intersindacale medica.

La questione ci ha fatto tornare alla memoria gli indimenticabili tempi della gestione Bizzarri: protocolli ospedale-università quasi quotidiani per risolvere questioni spicciole sottoposte dal questuante di turno (ovviamente dotato di un certo peso specifico). Chi scrive ha avuto la fortuna di assistere ad una sua memorabile audizione al riguardo davanti alla commissione sanitaria regionale e ad una magnifica deposizione in tribunale, con il giudice che ascoltava a bocca aperta.

Bei tempi: con un semplice protocollo si alzava a qualcuno il livello retributivo che la legge e i contratti gli attribuivano e – visto che ci siamo – gli cambiamo anche ruolo e funzioni. Pensate poi che – a seguito di questi protocolli – molte di queste figure universitarie hanno successivamente fatto causa all’azienda e l’hanno vinta, con conseguente risarcimento a carico – ovviamente – dell’azienda. In sostanza un capolavoro!

Provate ora per un attimo a mettervi nei panni dei colleghi cui viene oggi negato  il pagamento dell’indennità di esclusività da un azienda che ha gestito questa vicenda in maniera così allegra (e continua a farlo in altri campi: a breve un’altra puntata) .

[Gerardo Anastasio]