Approvata dal Consiglio nazionale la riforma dell’ENPAM

L’Enpam ha approvato la riforma che dovrebbe consentire il raggiungimento dei parametri di so-stenibilità a 50 anni previsti dalla normativa corrente.
L’Anaao Assomed aveva formulato le seguenti richieste, successivamente condivise da tutte le organizzazioni sindacali della dipendenza, in parte già deliberate.
CONTRIBUZIONE RIDOTTA FONDO GENERALE
A precisa richiesta dell’Anaao Assomed, avanzata in forma scritta ed in apposito incontro ufficiale, il Vice Presidente vicario Dott. Oliveti ha assunto un impegno politico sia durante l’incontro con tut-te le organizzazioni sindacali della dipendenza pubblica e privata, sia davanti al Consiglio Naziona-le della Fnomceo a procedere, dopo l’approvazione della riforma complessiva della contribuzione da parte dei Ministeri vigilanti e non appena verrà approvato il bilancio tecnico attuariale al 31 di-cembre 2012, a ripristinare la possibilità della contribuzione ridotta per i dipendenti pubblici e priva-ti nella misura prevista fino al 1990, pari a circa 750 euro annui. Tale riduzione dovrebbe essere operativa al più tardi nel 2014. I vertici dell’Ente hanno precisato che questo differimento ha delle ragioni tecniche, legate all’elaborazione del piano attuariale e politiche, legate alla necessità di non operare riduzioni dei flussi contributivi prima dell’approvazione da parte dei ministeri del piano complessivo.
Su questo punto l’Anaao Assomed ha provveduto a chiedere una formale assunzione di respon-sabilità dell’Ente che assicuri certezza di procedure e di tempi al percorso, considerandolo essen-ziale ai fini di una presenza non conflittuale nell’Ente della medicina della dipendenza, all’interno della quale esistono non poche criticità in merito alla doppia contribuzione.
A partire dal 2013 è previsto anche il passaggio al sistema contributivo con il meccanismo del pro-rata.
AUMENTO DELLA CONTRIBUZIONE
Per contribuire all’adeguamento dell’Ente ai parametri di legge, i medici di medicina generale e i pediatri dovranno aumentare la contribuzione portandola dal 16,5% al 26%, gli specialisti ambula-toriali dal 24% al 32,65%, gli odontoiatri e i liberi professionisti dal 12,5% al 19,15%. Questi au-menti decorrono dal 2015 con incremento progressivo di un punto all’anno.
Per i medici dipendenti resta sostanzialmente ferma l’attuale contribuzione (che nel 2013 si incre-menterà del 75% del tasso di inflazione 2012 maggiorata di 1,5 punti) in attesa della possibilità di optare per la quota ridotta.
ETA’ PENSIONABILE
A partire dal 2013 aumenta per tutti di 6 mesi. Ogni anno la pensione di vecchiaia passa progres-sivamente da 65 anni a 68 anni.

Rottamazione: i licenziamenti con 40 anni di contributi sono illegittimi

Nuova puntata della rottamazione che sulla base dell’incrocio di disposizioni legislative e circolari lascia il campo a interpretazioni spesso interessate o capziose.
È un fatto assolutamente certo che la legge 183/2010 che consente solo alla dirigenza medica e del ruolo sanitario del SSN di proseguire il rapporto di lavoro, a domanda, fino al 40° anno di servizio effettivo, è tuttora valida e in vigore e non è stata abrogata da nessuna successiva disposizione di legge. Parimenti la stessa legge stabilisce un limite di 70 anni per la permanenza in servizio. Consigliamo comunque a coloro che intendano restare in servizio di comunicare tale volontà alle Aziende prima del compimento del 40° anno di contribuzione e prima dei 65 anni in quanto la legge prevede l’istanza dell’interessato per il maturare del diritto.
La legge 214/2011 (“salva-Italia”) prevede che “il proseguimento dell’attività lavorativa è incentivato, fermi restando i limiti ordinamentali dei rispettivi settori di appartenenza……….fino all’età di settant’anni”.
Anche la circolare della Funzione Pubblica n. 2/2012 ha ricordato che rimangono vincolati, per tutti i dipendenti pubblici, i limiti fissati dalla normativa generale e quelli stabiliti per particolari categorie. Come è noto per la dirigenza medica e sanitaria di ruolo del SSN tale limite ordinamentale è quello previsto dalla legge 183/2010 che pertanto rimane pienamente in vigore. Del tutto illegittimo è quindi il licenziamento di soggetti con meno di 65 anni, in presenza di 40 anni di contribuzione (compresi i riscatti). Contro questi atti l’Associazione provvederà ad opportuna tutela legale.

Ricorso sull’indennità di esclusività

L’ANAAO sta patrocinando ricorsi nelle varie ASL della Toscana per la questione dell’esclusività.

Il nostro referente è l’Avv. Mauro Montini dello studio Lessona di Firenze: ovviamente l’iniziativa è riservata agli iscritti.

Qui a Pisa hanno aderito alcuni colleghi che hanno già ricevuto via e-mail comunicazioni dall’avvocato che mi ha pregato di informare tutti che – approfondito lo studio della questione – ritiene che il ricorso abbia buone possibilità di successo e – contrariamente a quanto comunicato in precedenza – può essere effettuato anche da tutti coloro i quali nell’anno in corso maturano i requisiti di anzianità necessari (5 e 15 anni di servizio totale).

L’avvocato è disponibile a venire qui a Pisa per incontrare di persona gli interessati, illustrare i termini della cosa, raccogliere firme e quote di adesione. Prego quindi tutti voi di avvisare i colleghi e vi preannuncio che la data per la suddetta riunione potrebbe essere intorno al 23 o al 27/28 febbraio (ovviamente le date sono puramente indicative e subordinate alla disponibilità del legale, che ci legge per conoscenza e che preghiamo di darci riscontro).

Una volta stabilita la data essa è ultimativa per cui (edotti da precedenti esperienze negative) gli interessati dovranno essere tutti presenti, gli eventuali assenti si dovranno rivolgere pertanto in seguito direttamente all’avvocato.

Per la causa sono necessari:

1) Dati anagrafici dei ricorrenti (compresi recapiti telefonici, mail e cod. Fisc.);

2) Della indicazione della sede di lavoro e del tipo di incarico;

3) Di una busta paga;

4) Dell’attestazione del superamento del giudizio del collegio tecnico (per chi ne e’ in possesso: in alternativa la lettera di comunicazione dell’azienda).

5) Della firma del mandato e versamento della quota.

A breve quindi vi comunicheremo data e sede della riunione.

Pensare ad una nuova riforma sanitaria

I Dirigenti Medici ed il Governo Monti nell’ambito di un SSN che da anni sta subendo un definanziamento strisciante e sempre più accentuato. Argomenti che hanno caratterizzato, nell’austera Torino, nei giorni 19-20 gennaio, la Conferenza Organizzativa dell’ANAAO Assomed, cui ha preso parte una folta delegazione dei Medici Toscani. Una tre giorni di intenso dibattito e di confronto che è stata occasione per fare sentire la propria voce e la propria esperienza da parte delle realtà aziendali di tutte le regioni italiane ed alla dirigenza nazionale Anaao si ascoltare l’umore della base sempre più in sofferenza tra incursioni governative sull’organizzazione del lavoro, la pensione ed il sottofinanziamento del SSN.

Il Segretario Nazionale Costantino Troise, analizzando le prospettive difficili del SSN, ha evidenziato che “la spesa sanitaria è inferiore di 1-2 punti percentuale alla media OCSE, anche rispetto alla Francia ed alla Germania” e nonostante ciò “gli indicatori di esito sono tutti positivi”. Paradossalmente invece “la percezione dei cittadini è di insoddisfazione” come segnala una recente statistica che pone al 70% la percezione negativa dei cittadini verso al SSN.

“L’accesso alle cure – ha denunciato con forza, riferendosi alle sperequazioni regionali del SSN – è legato al Codice di Avviamento Postale, dipende da dove si risiede”. Sul versante della spesa, Troise, sottolineando che “non c’è modo di ridurre i costi se non si utilizzano le competenze dei Dirigenti Medici cliniche, professionali e di appropriatezza” ha indicato la “necessità di fonti aggiuntive di finanziamento rispetto a quello statale”.

Per Troise “il progetto di aziendalizzazione è fallito e non si può escludere la necessità di porre mano da parte della politica ad una riforma del SSN”. Più che un auspicio un vero e proprio invito pressante alla politica da parte della maggiore sigla sindacale dei medici del SSN consapevoli del proprio ruolo essenziale nella difesa del SSN. Una riforma ad ampio raggio che preveda interventi sul versante del finanziamento, dello stato giuridico delle aziende ed il ruolo dei medici nel governo clinico.

Un percorso che per Troise passa anche da un nuovo protagonismo dei medici, per i quali auspica passi in avanti verso l”unità delle sigle sindacali in un sistema di alleanze tra le varie categorie dei medici”, mentre auspica per gli Ordini dei Medici “un ruolo di rappresentanza e di interlocuzione”. Il complesso mondo delle professioni nella sanità è in movimento ed segretario nazionale Anaao non si sottrae al confronto con le nuove professioni sanitarie, riconoscendo che “al momento la discussione è troppo acerba, ma sicuramente dobbiamo iniziare a prevedere di cedere delle attività a bassa valenza tenendo ben distinti competenze e responsabilità cercando di fare chiarezza”. Ma ha anche stigmatizzato “il maldestro tentativo di trasferire l’attività sanitaria da figure ad alto costo (medici) ad altre a più basso costo (personale sanitario)”, riferendosi anche ai percorsi avviati in Toscana, la quale è chiamata in causa anche sulla “mancanza di evidenze per ospedali organizzati per intensità di cura di raggiungere stessa efficacia a parità di costo”.

Per Troise è necessario attrezzarsi “per affrontare i tempi nuovi”, con trasparenza per evitare che “a pagare siano sempre i soliti noti”. Sul versante della pensione, dove i Dirigenti Medici hanno subito una sanguinosa aggressione da parte del Governo, arrivando di fatto a procrastinarla fino ai 70 anni, ha ricordato, coniugando trasparenza ed ironia, che “la professoressa Fornero con le sue 300 ore l’anno ( che corrispondono appena a 2 mesi di lavoro per i medici ospedalieri ndr) di insegnamento può anche aspettare a andare in pensione a 70 anni”, mentre i medici sono costretti a lavori usuranti inaccettabili e pertanto è tutta un’altra storia a cominciare dal rischio clinico.

Carlo Lusenti, assessore alla Salute dell’Emilia Romagna, e precedente segretario nazionale Anaao, ha descritto un quadro preoccupante della sostenibilità del SSN e la discussione in atto sul nuovo Patto per la Salute paventando che con il 2013 tutte le Regioni rischiano di essere sottoposte a Piani di Rientro per i bilanci in rosso. Anche Amedeo Bianco, presidente della Fnomceo, ha sottolineato la crisi finanziaria del sistema ed ha auspicato la rappresentanza unitaria delle professioni mediche. Ha indicato la necessità di pensare a forme di carriera professionale aperta con misurazione delle capacità dei risultati fatta dall’interno della categoria ed ha ribadito con forza che “il governo clinico deve rimanere ai medici” con un riferimento al dibattito in corso in parlamento sulla nuova legge.

Il documento finale della conferenza, sintesi di una discussione vivace ed aperta, ribadisce la denuncia dei taglia al SSN “sempre più frammentato e sperequato tra le diverse realtà regionali e territoriali” e sottolinea che “i provvedimenti economici già approvati e la prevista riduzione del finanziamento alla sanità di 7,5 MLD nel 2013-2014, che complessivamente ammontano ad un taglio finanziario di 17 MLD di €, hanno profondamente colpito funzioni e servizi del SSN e hanno fissato limiti e restrizioni al diritto alla salute dei cittadini”. La conseguenza è che “le condizioni di lavoro dei medici e dei dirigenti sanitari del SSN sono diventate sempre più gravose con un inevitabile incremento del rischio clinico”.

Un quadro di emergenza della situazione del SSN che ha indotto la Conferenza organizzativa Anaao, che come maggiore sindacato dei dirigenti medici avverte l’urgenza di avviare il confronto nel paese sul futuro del SSN a sollecitare, “iniziative politiche legislative che possano ridefinire il ruolo dei medici e dei sanitari salvaguardando la loro centralità nel sistema sanitario e la loro autonomia professionale”.

Assicurazione Berkshire e importanti notizie locali

Ho ricevuto comunicazione dal dott. Caso della MARSH che entro oggi dovrebbero essere inviate le e-mail contenenti le informazioni per aderire alla polizza in oggetto.
Solo da domani però sarà operativo il sito dedicato alla cosa per cui abbiate pazienza ancora per un po’.

NEWS NAZIONALI

Domani a Torino si apre la conferenza organizzativa dell’ANAAO cui parteciperanno tutti i segretaria aziendali d’Italia.
Chi volesse avere maggiori informazioni sull’evento può visitare il sito nazionale o quello dell’ANAAO del piemonte: http://www.anaaopiemonte.info/anaaopiemonte/.
(potete trovare anche le proposte che la locale segreteria presenterà: alcune non del tutto condivisibili a mio parere ma tutte molto interessanti)

NEWS LOCALI

- Cominciamo con le buone notizie: questo mese pagheranno le incentivazioni e – agli aventi diritto – la quota del fondo perequativo del 5% sulla L.P.

- Nei giorni scorsi ho ritrovato la vena letteraria ed ho prodotto – tra le altre – le due missive che trovate qui, una riguardante i locali per l’attività medica e sindacale, e una sulla violazione del regolamento d’orario.
Allegata è anche la risposta (insolitamente celere) dell’azienda: evidentemente questa volta abbiamo trovato un linguaggio comprensibile per la controparte.
Faremo tesoro dell’esperienza e replicheremo a breve, infatti…

- Entro lunedì 23 gennaio invito tutti i colleghi interessati ai ricorsi legali per l’esclusività (5 e 15 anni di anzianità) e per l’attività di medico necroscopo a farmi avere i propri nominativi (ovviamente sono esentati da ciò quelli che lo hanno già fatto). E’ infatti mia intenzione per il primo ricorso contattare l’avvocato per organizzare un incontro (se possibile) qui a Pisa: passate per favore parola ai colleghi così i dubbiosi potranno partecipare e chiarirsi le idee. Per il ricorso sulle necroscopie l’incontro non è necessario (ricordo a tutti che questo ricorso è gratuito) e vedrò di fare tutto via e-mail o per telefono.

- Qualche giorno fa abbiamo ricevuto quest’informativa:

Le riviste elettroniche mediche dell’Università consultabili anche dal personale ospedaliero.
Grazie ad un accordo fra Aoup e il sistema bibliotecario dell’Università di Pisa è possibile, per il personale ospedaliero, accedere alla consultazione online delle riviste elettroniche scientifiche di ambito medico e biomedico della casa editrice Elsevier. Le modalità operative della consultazione sono disponibili sulla rete Intranet.

La cosa ci ha sinceramente commosso: è veramente una grande conquista!
Passato lo stupore che ci ha colto abbiamo letto meglio l’informativa interna ed abbiamo scoperto che si tratta di una “procedura sperimentale per 30 giorni”

Pertanto:

INVITO TUTTI VOI AD INVIARE UN’E- MAIL AL DIRETTORE GENERALE RINGRAZIANDOLO PROFONDAMENTE ED INFORMANDOLO NEL CONTEMPO CHE NESSUNO DI VOI SI AVVARRA’ DEL SERVIZIO GENTILMENTE CONCESSO: L’AGGIORNAMENTO E’ UN NOSTRO DIRITTO E NON UNA GENTILE (E TEMPORANEA) CONCESSIONE.
CI SONO FONDI DESTINATI AL FINAZIAMENTO DELLE ATTIVITA’ DI FORMAZIONE DI CUI INVANO PER ANNI ABBIAMO CHIESTO LA RENDICONTAZIONE ANALITICA E SE CONTINUERANNO A NON RISPONDERCI AGIREMO CONTESTANDO LA CONDOTTA ANTISINDACALE . PARTE DI QUESTI SOLDI POTREBBERO ESSERE UTILIZZATI PER QUESTO TIPO DI NECESSITA’.

Noi abbiamo anche altre idee in merito e le proporremo a Torino, d’altra parte le abbiamo rubate proprio ai Piemontesi.
Per chi volesse saperne di più: www.bvspiemonte.it. Queste sono iniziative serie.

[Gerardo Anastasio]

Riforma pensioni, i medici indignati: lo sconto per la classe 1952 è solo per i lavoratori privati

La lettura del testo del decreto legge “Salva Italia” passato all’esame del Senato ha riservato l’ennesima beffa per medici, dirigenti sanitari e dipendenti pubblici: lo sconto di pena, ovvero la riduzione da 6 a 3 anni di lavoro obbligato per andare in pensione della classe 1952 è solo per i dipendenti privati. E’ questo il commento del Segretario Nazionale dell’Anaao Assomed, Costantino Troise.

È l’ennesima discriminazione del lavoro pubblico: un medico o un infermiere che svolge lavoro a turni, notturno e festivo, che ha mansioni delicate anche per la sicurezza dei cittadini, usuranti di sala operatoria, di rianimazione ed urgenza, deve restare fino a 66 anni. Lo sconto, invece, è riservato ai privati, non solo operai, ma anche impiegati di banche ed assicurazioni. E’ impossibile non comprendere come questa disparità di trattamento possa mettere a rischio la sicurezza delle cure.

La misura è veramente colma. E il peso più grave incombe sui giovani e precari che vedono allontanarsi drammaticamente i tempi di una sempre più difficile stabilizzazione. Nel settore pubblico, infatti, i posti non sono in funzione della produttività, ma contingentati dalle strutture sempre più limitate e occupate da pensionandi bloccati da questa iniqua riforma.

L’Anaao Assomed chiede correzioni immediate e fa appello al Parlamento perché elimini questa ennesima ingiustizia ai danni dei dipendenti della sanità pubblica. [Comunicato ANAAO-ASSOMED]

L’ANAAO lancia l’allarme sanità

Allarme per la sanità italiana che in molte Regioni rischia di perdere a breve funzioni e servizi.

A lanciarlo è l’Anaao Assomed che stigmatizza il sollievo manifestato dai politici e parte dell’opinione pubblica per il fatto che la sanità non è stata toccata dalla manovra economica del Governo Monti. Secondo l’Associazione, invece, la sanità è stata risparmiata solo in apparenza. Bisogna infatti tener conto dei ripetuti tagli lineari dei tre anni precedenti che, con i 5,5 miliardi già fissati per il 2014, porteranno complessivamente 25 miliardi di risorse in meno per il Ssn.

Questo significa che presto tutte le Regioni, rispetto ad un fabbisogno destinato a rinnovarsi e a crescere per motivi epidemiologici e demografici, avranno i conti in deficit e saranno impossibilitate a garantire i LEA.

Inoltre le manovre economiche e gli ultimi provvedimenti legislativi che hanno colpito il pubblico impiego, ignorando la specificità della sanità e che curare un malato è diverso da assolvere una pratica amministrativa, hanno colpito anche i medici e i dirigenti sanitari del Ssn determinando progressivi vuoti delle dotazioni organiche.

Le condizioni di lavoro in molte Regioni sono diventate insostenibili. Si contano milioni di ore di lavoro aggiuntivo non retribuito a fronte di retribuzioni bloccate e impoverite, contratti di lavoro rinnegati e stravolti, precarizzazione e demansionamento degli incarichi dirigenziali, autonomia professionale sub iudice dei direttori generali delle aziende sanitarie.

E ora l’ennesimo colpo alla categoria con l’abolizione delle pensioni di anzianità che costringerà migliaia di medici sempre più anziani ad affrontare turni di lavoro nei reparti di degenza, nei pronto soccorso, nelle sale operatorie e nelle terapie intensive, con buona pace dei 10 mila medici che attendono ancora di uscire dal tunnel del lavoro precario.

L’Anaao Assomed chiede al nuovo Governo di prestare maggiore attenzione ai problemi della sanità pubblica e di tutelare un Ssn che fino ad oggi ha garantito tra le più alte aspettative di vita del mondo occidentale ai costi più contenuti.

[Comunicato ANAAO-ASSOMED]

Stangata sulle pensioni di anzianità

Dopo il blocco dei contratti e del congelamento delle retribuzioni, dopo il sequestro di parte della liquidazione ed il suo frazionamento in tre anni, dopo il prelievo straordinario del 5% e 10% sulle retribuzioni superiori a 90.000 e 150.000 euro, solo per i dipendenti pubblici, dopo tutte le altre leggi speciali che hanno colpito negli ultimi anni i dipendenti pubblici e quindi i medici e i dirigenti del Ssn, adesso arrivano i lavori forzati. Questo il commento del Segretario Nazionale Anaao Assomed, Costantino Troise, alla manovra economica approvata ieri dal Consiglio dei Ministri.

La riforma delle pensioni che, annullando ogni gradualità, prevede la possibilità di andare in pensione solo al raggiungimento dei 42 anni di contributi (41 per le donne) o all’età di 66 anni, in cui è fissata l’asticella della pensione di vecchiaia, e senza che sia ancora chiarito il meccanismo di penalizzazione in caso di uscita anticipata, è un durissimo colpo per il personale medico e dirigente del SSN.

A fronte di condizioni di lavoro sempre più gravose per l’impoverimento delle piante organiche falcidiate dal blocco del turn-over, e sempre più difficili sul fronte della sicurezza e della qualità delle cure a causa dei profondi disservizi provocati dai tagli lineari per circa 20 mld di euro, in un colpo solo si aboliscono le pensioni di anzianità.

In termini pratici si prospetta la possibilità per molti medici, anche quelli impegnati nei turni di lavoro più gravosi, di un allungamento della permanenza al lavoro anche di sei anni
Ed il passaggio al sistema contributivo, sia pure pro rata a partire dal 2012, comporterà una riduzione delle pensioni, che solo per i dipendenti pubblici tra cui i medici e i dirigenti del Ssn, ed in spregio a qualsiasi forma di giustizia fiscale, sono già à gravate dal contributo di solidarietà e per le quali viene bloccato (oltre i 960 euro mensili) il recupero dell’inflazione.

Ed inoltre, nessuna ridistribuzione è prevista per i giovani: solo tagli per chi deve andare in pensione.

L’Anaao Assomed è fortemente preoccupata per il futuro dei giovani e delle migliaia di precari che vedono sempre più lontano il loro momento di accesso e la loro stabilizzazione nel mondo del lavoro. Così come è preoccupata per le migliaia di medici obbligati a coprire con la loro professione e la loro fatica i vuoti provocati da tagli dissennati e da governi regionali irresponsabili ed anche per milioni di cittadini che vedranno abbattute le prestazioni essenziali e ristrette le loro tutele.

[Comunicato ANAAO-ASSOMED]

Nuovo regime pensionistico, accordi con i medici di famiglia, abolizione del ricettario cartaceo

Vi rendiamo noti alcuni interessanti documenti scovati dall’infaticabile Sergio Sisca (che colgo l’occasione per ringraziare).
Due si riferiscono a cosa dovrebbe cambiare nel regime pensionistico se dovesse essere approvata una riforma contenente le indiscrezioni di questi giorni (1-2).
Due invece (3-4) si riferiscono ad accordi sottoscritti dalla Regione con i medici di famiglia, cito testualmente le sacrosante parole dell’amico Sergio:
“5 euro in più ad assistito per svolgere un compito per il quale sono già pagati: curare i pazienti cronici. O forse i medici di famiglia sono stati assunti in convenzione per curare i sani, visto che gli acuti vanno in Ospedale? Ma agli ospedalieri, costretti minuto per minuto a dimettere per poter ricoverare (push-pull) nessun incentivo perché si fanno il mazzo….in presenza di un organico medico estremamente ridotto? Ma la Scaramuccia o E. Rossi sono mai andati nei DEA per vedere in che condizioni lavorano i nostri colleghi?”
Mi astengo da ulteriori commenti limitandomi ad informare che in questi giorni l’azienda sta svolgendo dei corsi di formazione sulla “deospedalizzazione”: vi consiglio di frequentarli, sono molto interessanti……

Colgo infine l’occasione per ricordare a tutti che da ieri 1° dicembre sono entrate in vigore alcune disposizioni in materia di ticket (ulteriori informazioni sul sito aziendale ed in uno degli articoli allegati) e che – secondo quanto asserito dalla Regione- entro il 31 gennaio 2012 sparirà il ricettario cartaceo (quello rosso) e sarà pienamente applicata la modalità di prescrizione elettronica (Brunetta ride).
Sono pertanto sicuro che per quella data la Direzione Aziendale (che ci legge per conoscenza) ci metterà nelle migliori condizioni per ottemperare alle prescrizioni regionali, attuando nel contempo quanto da lei stessa dichiarato nell’atto aziendale approvato di recente (riporto integralmente le prime righe dell’articolo):

Art. 24 – Principi di Organizzazione
L’Azienda è fondata sul lavoro di tutti i suoi professionisti ed operatori:
- quelli che ogni giorno lavorano a stretto contatto con i pazienti ed i loro familiari, nella
cosiddetta “zona di valore”, dove si realizzano le attività diagnostiche, di cura e di
assistenza, creando il valore che costituisce la ragione d’essere dell’Azienda
- e quelli che, più lontano dai pazienti, supportano e facilitano, con il loro lavoro, le attività
dei primi nella zona di “creazione del valore”.

[Gerardo Anastasio]

Un governo nuovo che salvaguardi la sanità

Le turbolenze dei mercati finanziari stanno producendo, insieme con serie preoccupazioni per il futuro del Paese, una crisi politica dagli esiti ancora incerti.
I medici, i veterinari, i dirigenti sanitari, tecnici e amministrativi dipendenti e convenzionati del SSN, chiedono che un Governo nuovo, tecnico o tecnico-politico che sia, manifesti verso la sanità italiana l’attenzione che merita un sistema complesso, ed al tempo stesso fragile, che incide profondamente sulla vita quotidiana di tutti i cittadini.
Il sistema sanitario non è solo un agglomerato di spesa, ma rappresenta un grande contenitore di competenze professionali ed innovazioni tecnologiche, oltre che un volano essenziale per la stessa crescita del PIL.
Occorre garantirne la sostenibilità, non solo economica, ma dei caratteri di universalismo ed equità, per rendere esigibile l’unico diritto che la Costituzione definisce fondamentale. Cominciando dal riconoscimento della autonomia del Ministero della Salute che è il modo per garantire al Servizio sanitario nazionale il carattere di unitarietà che abbiamo sempre difeso ed un ruolo di coesione sociale ed organizzativa oggi quanto mai necessario.
In un Paese in cui le differenze tra i vari servizi sanitari regionali tendono ad ampliarsi determinando disuguaglianze sempre più evidenti è, infatti, indispensabile mantenere un baricentro che assicuri il coordinamento programmatorio e la salvaguardia dei criteri di uniformità assistenziali, evitando pericolose derive che negano il riconoscimento del diritto alla salute come diritto esigibile in egual modo su tutto il territorio nazionale.

[Comunicato ANAAO-ASSOMED]