Piano guardie e altre questioni locali

Continua – molto a rilento – la trattativa sul piano guardie e reperibilità. Sul nostro sito trovate il documento dettagliato: vi pregherei di prenderne visione e segnalarci eventuali problemi o difformità dall’esistente: è infatti emerso con chiarezza in sede di trattativa che perfino l’azienda non ha un quadro chiaro e completo di quello che succede nei vari reparti.

Allego inoltre un file che proviene dalla segreteria nazionale e che può esservi di aiuto per far organizzare al meglio la vostra attività quotidiana.

Il suddetto problema  non è di secondaria importanza: il piano infatti comporta spese a carico di fondi contrattuali e – in caso di deficit – si innescano conflitti che comportano un grave ritardo nell’attribuzione – ad esempio –  dell’incentivazione: non è un caso che quella del 2010 sia stata pagata solo da poco, a causa di un contenzioso con l’azienda che si è trascinato per un anno, risoltosi positivamente per noi solo dopo la minaccia concreta di un’azione legale.

Abbiamo cercato di far capire più volte all’azienda che questo atteggiamento dilatorio non è produttivo per nessuno: continuare a rimandare la soluzione dei problemi segnalati ne aggiunge di altri, esaspera gli animi e induce a comportamenti rigidi.  A ciò si aggiunge la rabbia che coglie quando l’azienda pretende dai propri dipendenti il fiscale rispetto delle norme che a lei interessano e disattende clamorosamente tale obbligo quando deve rispettare lei gli accordi solennemente sottoscritti, accusando ovviamente le OO.SS. di eccessiva rigidità e mancanza di flessibilità.

Come se tutto ciò non bastasse, mentre è aperto un tavolo tecnico sulle guardie e reperibilità, si viene a sapere che singoli dipartimenti propongono soluzioni organizzative proprie e fantasiose, emanano direttive che escludono dai servizi dirigenti in base a criteri più vari (età, status giuridico universitario, incarico professionale e così via…) in alcuni casi  in presenza di rappresentanti dell’azienda che – invece di rammentare agli astanti che la materia è oggetto di confronto sindacale  – partecipano alla discussione e avallano le proposte. Ovviamente se qualche “sindacalista” si risente di ciò viene tacciato di essere il solito rompiscatole.

In questi ultimi tempi abbiamo fatto un grande esercizio di pazienza ma ora siamo veramente agli sgoccioli. Questo andazzo deve finire:  l’azienda deve il rispetto ai suoi dirigenti e a chi li rappresenta. E’ per questo che leggerete in allegato un ultimo sollecito ad affrontare questioni da troppo tempo pendenti: se – come prevedo – non risponderanno – si passerà all’azione concreta.

Concludo augurando a tutti voi ed alle vostre famiglie – a nome della segreteria aziendale ANAAO-Assomed – una serena Pasqua.

[Gerardo Anastasio]

Approvata dal Consiglio nazionale la riforma dell’ENPAM

L’Enpam ha approvato la riforma che dovrebbe consentire il raggiungimento dei parametri di so-stenibilità a 50 anni previsti dalla normativa corrente.
L’Anaao Assomed aveva formulato le seguenti richieste, successivamente condivise da tutte le organizzazioni sindacali della dipendenza, in parte già deliberate.
CONTRIBUZIONE RIDOTTA FONDO GENERALE
A precisa richiesta dell’Anaao Assomed, avanzata in forma scritta ed in apposito incontro ufficiale, il Vice Presidente vicario Dott. Oliveti ha assunto un impegno politico sia durante l’incontro con tut-te le organizzazioni sindacali della dipendenza pubblica e privata, sia davanti al Consiglio Naziona-le della Fnomceo a procedere, dopo l’approvazione della riforma complessiva della contribuzione da parte dei Ministeri vigilanti e non appena verrà approvato il bilancio tecnico attuariale al 31 di-cembre 2012, a ripristinare la possibilità della contribuzione ridotta per i dipendenti pubblici e priva-ti nella misura prevista fino al 1990, pari a circa 750 euro annui. Tale riduzione dovrebbe essere operativa al più tardi nel 2014. I vertici dell’Ente hanno precisato che questo differimento ha delle ragioni tecniche, legate all’elaborazione del piano attuariale e politiche, legate alla necessità di non operare riduzioni dei flussi contributivi prima dell’approvazione da parte dei ministeri del piano complessivo.
Su questo punto l’Anaao Assomed ha provveduto a chiedere una formale assunzione di respon-sabilità dell’Ente che assicuri certezza di procedure e di tempi al percorso, considerandolo essen-ziale ai fini di una presenza non conflittuale nell’Ente della medicina della dipendenza, all’interno della quale esistono non poche criticità in merito alla doppia contribuzione.
A partire dal 2013 è previsto anche il passaggio al sistema contributivo con il meccanismo del pro-rata.
AUMENTO DELLA CONTRIBUZIONE
Per contribuire all’adeguamento dell’Ente ai parametri di legge, i medici di medicina generale e i pediatri dovranno aumentare la contribuzione portandola dal 16,5% al 26%, gli specialisti ambula-toriali dal 24% al 32,65%, gli odontoiatri e i liberi professionisti dal 12,5% al 19,15%. Questi au-menti decorrono dal 2015 con incremento progressivo di un punto all’anno.
Per i medici dipendenti resta sostanzialmente ferma l’attuale contribuzione (che nel 2013 si incre-menterà del 75% del tasso di inflazione 2012 maggiorata di 1,5 punti) in attesa della possibilità di optare per la quota ridotta.
ETA’ PENSIONABILE
A partire dal 2013 aumenta per tutti di 6 mesi. Ogni anno la pensione di vecchiaia passa progres-sivamente da 65 anni a 68 anni.

Rottamazione: i licenziamenti con 40 anni di contributi sono illegittimi

Nuova puntata della rottamazione che sulla base dell’incrocio di disposizioni legislative e circolari lascia il campo a interpretazioni spesso interessate o capziose.
È un fatto assolutamente certo che la legge 183/2010 che consente solo alla dirigenza medica e del ruolo sanitario del SSN di proseguire il rapporto di lavoro, a domanda, fino al 40° anno di servizio effettivo, è tuttora valida e in vigore e non è stata abrogata da nessuna successiva disposizione di legge. Parimenti la stessa legge stabilisce un limite di 70 anni per la permanenza in servizio. Consigliamo comunque a coloro che intendano restare in servizio di comunicare tale volontà alle Aziende prima del compimento del 40° anno di contribuzione e prima dei 65 anni in quanto la legge prevede l’istanza dell’interessato per il maturare del diritto.
La legge 214/2011 (“salva-Italia”) prevede che “il proseguimento dell’attività lavorativa è incentivato, fermi restando i limiti ordinamentali dei rispettivi settori di appartenenza……….fino all’età di settant’anni”.
Anche la circolare della Funzione Pubblica n. 2/2012 ha ricordato che rimangono vincolati, per tutti i dipendenti pubblici, i limiti fissati dalla normativa generale e quelli stabiliti per particolari categorie. Come è noto per la dirigenza medica e sanitaria di ruolo del SSN tale limite ordinamentale è quello previsto dalla legge 183/2010 che pertanto rimane pienamente in vigore. Del tutto illegittimo è quindi il licenziamento di soggetti con meno di 65 anni, in presenza di 40 anni di contribuzione (compresi i riscatti). Contro questi atti l’Associazione provvederà ad opportuna tutela legale.

Specializzandi, indennità, carenza personale, primariati vacanti: novità

il 14 marzo scorso si è tenuta una seduta negoziale con l’azienda nella quale sono stati affrontati i seguenti argomenti:

SPECIALIZZANDI: è stato ribadito che non possono sostituire gli strutturati nei servizi. E’ stato inoltre assodato che la figura del tutor deve essere formalizzata come previsto dalla legge.

Su tali posizioni vi è stata ampia convergenza di tutti, compresi i rappresentanti delle OO.SS. universitarie.

L’azienda si è impegnata ad inviare un’ulteriore comunicazione ai responsabili di struttura richiamandoli al rispetto delle norme, ad iniziare ad affrontare l’argomento con l’università ed ha anche informato che il nucleo ispettivo interno effettuerà dei controlli per verificare lo stato delle cose nei vari reparti.

COMMENTO: la questione è molto delicata sul piano medico legale. Come ospedalieri, in assenza di atti deliberativi aziendali al riguardo -   più volte sollecitati dall’ANAAO e mai attuati – non abbiamo alcun titolo per effettuare il tutoraggio degli specializzandi e – in caso di servizio in co-presenza – gli oneri sul piano medico legale ricadono in primis su di noi e poi anche sui colleghi in formazione.

Dopo anni di nostre richieste e proposte sulla didattica degli ospedalieri (le prime risalgono al 2005) siamo ancora a zero, per cui è legittimo essere pessimisti sull’esito delle trattative tra azienda ed università (ammesso che ci sia veramente la volontà di farle). Per ora – con la lettera che invieranno – l’azienda si para le spalle.

Per l’attività quotidiana ognuno si regoli come vuole, sapendo però che si assume interamente  la responsabilità del suo comportamento.

INDENNITA’ DI ESCLUSIVITA’ PER I COLLEGHI CHE RAGGIUNGONO I 5 E I 15 ANNI DI ANZIANITA’: L’azienda ha finalmente sciolto la prognosi ed ha informato che riconoscerà tale indennità a colori i quali – in possesso del requisito – otterranno un nuovo incarico professionale. La decorrenza dell’indennità non sarà retroattiva (quindi niente arretrati) ed essa non verrà corrisposta a chi non avrà un incarico o a chi l’incarico lo ha avuto prima del compimento dei 5 (caso più unico che raro) o dei 15 anni. Ovviamente gli incarichi verranno attribuiti solo  in presenza di copertura economica.

COMMENTO: Anche se è un passo avanti (tardivo) che sana la situazione di qualcuno, questa soluzione lascia insoluti alcuni problemi e ne crea altri: niente arretrati, nessuna sicurezza che gli incarichi vengano dati alla scadenza degli anni di anzianità, chi ha avuto l’incarico prima del compimento degli anni viene discriminato rispetto ad altri.

In buona sostanza rimangono in piedi validi motivi per continuare con il ricorso. Invito pertanto tutti gli interessati a contattare l’avvocato Montini per proseguire con l’azione legale.

Chiedo ai colleghi che hanno partecipato alla riunione di qualche tempo fa con l’avvocato di girare questa informativa perché non ho l’e-mail di tutti.

CARENZE DI PERSONALE IN ALCUNI REPARTI: Il problema emergente è il Pronto Soccorso. Sui giornali si è letto che sarebbero stati assunti 3 medici: a precisa domanda il Direttore Sanitario ha detto che in realtà si tratta della stabilizzazione di due precari già presenti e di un trasferimento da una ASL. Quindi di fatto si tratta di 1 medico in più. Valuteremo a breve con i colleghi il da farsi.

COMMENTO: Potete leggere qui un elenco di contratti libero professionali che l’azienda ha stipulato con medici, sono circa 80: l’11% della dotazione organica – rispetto al numero degli ospedalieri – il 9% se si contano anche gli universitari. Quasi il doppio del 5%, percentuale che si ritiene essere il massimo fisiologico per un’azienda sanitaria.

Ovviamente non viene comunicato quanto l’azienda spende per questi contratti: nel vecchio sito c’era un link che permetteva di accedere a questa informazione (Brunetta rideva), era stato così che avevamo scoperto che erano stati spesi oltre 100.000 (centomila) euro per un incarico ad un ex primario che godeva già della pensione.

Ora questo link non l’abbiamo più trovato (Brunetta piange): sarà nostra cura far si che l’informazione ritorni a galla.

Nel frattempo vi consigliamo un divertente passatempo: provate ad individuare nell’elenco i cognomi che vi sembrano “familiari…….”

( ai perversi consiglio la lettura del libro “Un paese di baroni”, per sapere di cosa si tratta guardate il video a questo link:  http://www.youtube.com/watch?gl=IT&v=Ovk_AbbGVuk).

Qui trovate anche un file con la dotazione organica dei reparti. Noi non siamo riusciti ad individuare il criterio in base al quale sono stati ritenuti necessari questi contratti.

Lo chiederemo all’azienda e  – se non vorrà dirlo a noi  “perché c’è l’autonomia aziendale e la legge  lo permette” (cfr. dichiarazione reiterata del Direttore Amministrativo in sede negoziale) -forse lo dirà  all’Assessore ed al Sindaco: in fin dei conti si tratta di soldi dei cittadini.

POSTI DI DIRETTORE DI STRUTTURA COMPLESSA VACANTI: siamo stati informati che all’ESTAV sono state avviate le procedure per il concorso dell’U.O. di Andrologia e della Chirurgia Bariatrica. Abbiamo chiesto quando erano previsti gli altri e la risposta è stata evasiva ( “entro l’anno..”solito refrain del direttore amministrativo, vedi sopra) per cui idem c.s.

Nefrologia: non pervenuta.

DULCIS IN FUNDO: Hanno individuato finalmente dei locali da assegnare come sede per le OO.SS. della Dirigenza ed è stato concesso il link al nostro sito locale all’interno del sito dell’azienda, fino all’attivazione della “bacheca sindacale virtuale” già prevista in intranet.

Evidentemente ha pagato la posizione estremamente ferma al riguardo tenuta dall’ANAAO.

Faremo un sopralluogo e – se i locali saranno ritenuti idonei – ci insedieremo. Ovviamente tali spazi saranno a disposizione di tutte le OO.SS. della dirigenza.

Documenti per la trattativa sulla continuità assistenziale

E’ stata avviata la trattativa aziendale per il rinnovo del piano delle guardie e pronte disponibilità. L’ultimo risale al 2009. Pregherei tutti voi di prenderne visione e segnalare alla segreteria eventuali problematiche o errori. Se non riceveremo segnalazioni, avalleremo quanto previsto dal piano del 2009, fatte salve le variazioni legate al trasferimento di reparti.

Al fine di evitare discussioni sulla necessità o meno di tali servizi, ricordo a tutti che essi sono normati da leggi (con importanti risvolti medico-legali), dai contratti di lavoro, da norme regionali ed aziendali.

Vi allego tutti i documenti relativi con la preghiera di leggerli (si tratta del nostro quotidiano): l’accordo sulla continuità assistenziale e le linee guida.

Allego infine il regolamento aziendale sull’orario di lavoro, che prevede l’obbligo per i direttori di struttura di redigere il piano di lavoro: nel testo non aggiornato compare al paragrafo relativo la parola “anche” che è stata tolta nell’attuale versione concertata con l’azienda e pertanto questo è un obbligo contrattuale per i direttori.

Rescue team, produttività aggiuntiva e altre questioni locali

Ieri si è tenuta una riunione sindacale nella quale l’azienda avrebbe dovuto rispondere ai quesiti posti dall’intersindacale sulle problematiche a S.Chiara ed alle varie istanza dell’ANAAO.

A parte qualche timida apertura – favorita dall’atteggiamento distensivo che come ANAAO abbiamo inizialmente assunto, cosa di cui ci siamo puntualmente pentiti di lì a poco – che si è concretizzata in un verbale di concertazione (dopo una discussione di circa 1 ora) che sanciva che la parola “anche” del protocollo sull’orario di lavoro (allegato, terzo rigo dell’art.5) veniva cassata, c’è stata l’ennesima prova (ammesso che ce ne fosse bisogno) di quanto l’azienda continui a prenderci per i fondelli e di quanto sia prona ai voleri dell’università.

Rescue team a S. Chiara: non si paga più (direttore medico di presidio: sono finalmente riuscito ad ucciderlo – intende il soldo – rimane solo qualche coda….) e si fanno 4 letti di terapia sub intensiva. E con quale personale? C’è. E allora perché questo servizio è stato finora pagato in aggiuntivo? Abbiamo assunto? Nessuna risposta. E quando li facciamo i 4 posti? Direttore amministrativo: ora non prendiamoci alla lettera, bisogna parlarne col direttore generale, mi dispiace che non ci sia il direttore sanitario, il problema è infermieristico… Si va bene ma allora quando li aprite? Sguardi che vagano nel vuoto (mentre qualche sindacalista – emulo dell’infame Franti – sorride).

Produttività aggiuntiva (spesa prevista nel 2011: oltre 1.600.000 euro): con quali criteri è stata data? Perché a qualcuno si e a qualche altro no? E l’accordo che abbiamo firmato nel 2005? Si glissa: via, dalla delibera che avete si capisce bene quali sono i criteri (a noi poveri mortali viene in mente solo la legge del menga), tanto a breve il problema non si pone più perché la togliamo.

Avete intenzione o no di fare i concorsi per i posti di direttore di struttura complessa ospedalieri? Cosa sono queste domande con tono minaccioso? L’ autonomia aziendale ci dà il diritto di fare quello che vogliamo. Siamo d’accordo: abbiate almeno il coraggio di dire chiaramente cosa volete fare! Consegna da parte del direttore amministrativo della lettera allegata, guarda caso con la data dello stesso giorno, ma che efficienza! (è evidente che ci considerano dei fessi).

La lettera è di un candore disarmante: se ne fregano degli allegati all’atto aziendale, del Collegio di direzione e del Consiglio dei Sanitari, hanno già chiesto all’università l’indicazione dei direttori di tre sezioni a valenza dipartimentale trasformate in U.O. complesse (anche se qualcuna non ha la dotazione di personale sufficiente) mentre le 8 strutture complesse SSN attendono con gradualità.. entro il corrente anno (e siamo a febbraio… e qualcuna di esse è senza direttore da più di due anni; mi correggo, non ci considerano: per loro noi siamo proprio fessi).

La nefrologia è invece un caso senza speranza: vista la chiosa finale – siccome ci siamo convinti di essere proprio fessi – abbiamo chiesto lumi al mago Otelma.

Il Divino – acquisito il dossier sull’intera faccenda e disegnati gli oroscopi di S. Cristoforo (traghettatore) di Cristoforo Colombo (navigatore) e  di Socrate (ricercatore) – ha formulato la seguente profezia:

“Verrà da lontano una figura carismatica che sommessamente si poserà su di noi. Albergherà in una stanza ai piani alti ed aleggerà (pagata, aggiungono i fessi)  impalpabile. Nel frattempo un flusso di denaro proveniente da cervelli in fuga (tra cui evidentemente il nostro) prenderà la via della Capitale dell’Impero che fu, laddove si decidono i destini dell’Italia e (Frati permettendo), il flusso e l’entità si fonderanno in una straordinaria figura d’insegnante che risalirà la Val Tiberina ed il Valdarno per giungere a Pisa ed unificare – sotto la luce immensa della didattica inscindibilmente compenetrata nell’assistenza e nella ricerca – le due strutture per troppo tempo rimaste divise”

Ancora un buco nell’acqua: non ci abbiamo capito niente. Anche per il Divino Otelma siamo dei fessi.

E la carenza di medici al Pronto Soccorso?  Risposta non pervenuta (che diamine: non si può certo paragonare Pisa a Roma!). Cercheremo di sollecitarla in altro modo.

In allegato infine l’elegante documento inviato dalla direzione aziendale con la – in ossequio all’atto aziendale – delega competenze (e responsabilità anche penali) ai vari dirigenti in materia di tutela della salute dei lavoratori (della serie: sono ……bip….. vostri)

Ringrazio tutti quelli che hanno avuto la pazienza di leggere sin qui e – con la speranza di avervi strappato un sorriso – ricordo ancora che il 28 prossimo alle ore 12  nell’aula al II° piano dell’edificio 10 – Dipartimento Cardio-toracico – si terrà la riunione alla presenza dell’Avvocato Montini per il ricorso sull’esclusività per i colleghi con 5 e 15 anni di anzianità.

[Gerardo Anastasio]